Infezioni virali da koi pox virus: CyHV-1

Infezioni virali da koi pox virus: CyHV-1

Facciamo una premessa:
I virus sono particelle patogene talmente piccole da essere invisibili al microscopio ottico (infatti possono essere osservati unicamente con il microscopio elettronico a scansione).
I virus hanno vita unicamente parassitaria non essendo in grado di svolgere le proprie funzioni vitali al di fuori della cellula ospite.
Sono costituiti da un involucro che contiene unicamente una molecola genetica che viene iniettata all’interno della cellula ospite dove interferisce col metabolismo cellulare, costringendo la cellula ospite a produrre nuovi virus.

Il Cyprinid Herpes virus-1 o CyHV-1, meglio conosciuto come “Koi pox”è una patologia dermatologica di natura virale benigna, cioè non porta al decesso ma ad una alterazione dell’aspetto del pesce che ne è affetto.
Le lesioni causate da questo tipo di virus assomigliano molto a delle gocce di cera solidificate e sono saldamente ancorate alla pelle del pesce.
Generalmente, tali lesioni interessano l’esterno della bocca, il bordo superire della pinne dorsale, il primo raggio delle pinne pettorali, delle ventrali e della anale.

Nello specifico, le formazioni virali a carico delle labbra, pur non essendo letali da un punto di vista patologico, possono risultare particolarmente invalidanti poiché rendono difficoltosa l’assunzione del cibo da parte del pesce.
È importante sapere che la suscettibilità a questo tipo di infezione virale è determinata geneticamente.
In particolare, le carpe che provengono da koi farm giapponesi, israeliane o di Singapore, che allevano in inbreeding stretto, dando importanza unicamente al fenotipo senza preoccuparsi di conservare una buona genetica, sono molto soggette al koi pox virus.
Queste carpe non particolarmente “dotate”geneticamente, hanno già in partenza un sistema immunitario carente, inoltre, all’inizio dell’autunno, quando la temperatura dell’acqua inizia a scendere sotto i 15°C, il sistema immunitario delle koi diminuisce naturalmente la sua efficienza.

Se il pesce in questione è geneticamente debole o malnutrito oppure vive in una situazione di stress cronico a causa di valori dell’acqua non ottimali, c’è un’alta probabilità che contragga questa infezione virale.
Anche se il rateo infettivo è molto lento, qualora le lesioni virali dovessero raggiungere dimensioni importanti, può rendersi necessaria una rimozione chirurgica.
Anche se le lesioni tipiche del pox virus tendono a scomparire spontaneamente con l’aumento della temperatura, per evitare che si ripresentino all’autunno successivo, bisogna agire sulla stimolazione del sistema immunitario delle koi.
Questo risultato può essere ottenuto prima di tutto migliorando quanto più possibile le condizioni generali di vita dei pesci, a partire dalla cura della qualità dell’acqua con un sistema di filtraggio ottimale ricordando che la biochimica ha delle regole molto precise, che non si inventano e non si improvvisano.
Anche la cura dell’alimentazione ricopre un ruolo fondamentale nella prevenzione delle infezioni virali.

Una dieta differenziata, che includa mangimi arricchiti con Vitamina C stabilizzata, propoli o immunostimolanti come ad esempio l’aglio rafforza il sistema immunitario e lo stato generale del pesce, riducendone la suscettibilità alle malattie virali e non.

Personalmente ho ottenuto ottimi risultati con l’aggiunta di aglio liquido al mangime che oltretutto ha anche un effetto antiparassitario.
Anche l’aggiunta di vitamina C in polvere (reperibile in farmacia senza ricetta) ha ottimi effetti immunostimolanti, ma bisogna avere l’accortezza di preparare piccole quantità di mangime da somministrare immediatamente, dato che questa vitamina si ossida in pochi minuti a contatto con l’aria, perdendo completamente la sua efficacia terapeutica.

Questo è quanto si può fare per prevenire le infezioni virali, mentre per i trattamenti di infezioni già in atto, sto sperimentando dei bagni brevi di circa 40 minuti con un sanificante costituito da un 4,5% di acido peracetico e un 20% di perossido di idrogeno nel dosaggio di 20 ml su 1000 litri di acqua.

Bibliografia:
-Gerald Bassleer “the new illustrated guide to fish disease”
-Maarten Lammens “the koi doctor”
-Erick L. Johnson “koi health and disease”
-Duncan Griffiths “step by step advanced koi diagnosis and treatments”

2 Comments
  1. dott. Luca Ceredi 28 Febbraio 2013 at 11:52

    salve, per somministrare aglio alle koi, io utilizzo l’estratto purissimo di aglio, quello specifico ad uso farmaceutico che si presenta come una polvere finissima di colore arancione intenso.
    solitamente, sciolgo un paio di cucchiai da caffè di questo estratto in circa 500ml di acqua.
    la soluzione così ottenuta, viene nebulizzata sul mangime (galleggiante) con l’aiuto di un comunissimo spruzzino.
    è buona norma preparare piccole quantità di mangime ogni volta, in modo che tutto il cibo addizionato con aglio possa essere somministrato in tempi ragionevolmente brevi, tali da evitare processi ossidativi.
    personalmente, non preparo mai del pastone congelato perchè sarebbe oltremodo scomodo in termini di quantità di cibo che utilizzo quotidianamente e anche perchè dispongo di una eccellente qualità e varietà di mangimi che mi permettono di offrire alle mie koi una dieta varia, ricca e bilanciata in tutte le loro fasi di crescita e in tutte le stagioni.

  2. elio 29 Gennaio 2013 at 05:26

    come si può fare per somministrare aglio alle koi? Si potrà fare un pastone surgelato come per altri pesci? se si, con cosa e bene miscelarlo oltre a spirulina e colla di pesce. L’aglio per altri pesci è una prevenzione eccezzionale e non solo.

Leave a reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.