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Articolo pubblicato sul Corriere Romagna - Giugno 2011
A Borello una fetta di Sol Levante Unico allevamento in Italia delle costosissime Carpe Koi
CESENA. La passione di un bambino è diventata una fonte di reddito per l’adulto. E’ la Koi farm di Luca Ceredi, cesenate 38enne, che a Borello ha aperto il 1º allevamento in Italia di carpe giapponesi, con progettazione e realizzazione di laghetti.
Luca Ceredi, laureato in Scienze ambientali in indirizzo marino biotico a Ravenna, neopadre con la compagna Elisa, ha trasformato la sua passione in business dando vita da un anno alla sua Koi Farm. Le carpe giapponesi (nome scientifico Cyprinus carpio) sono da secoli in Giappone animali allevati e considerati portatori di buona fortuna. I loro colori hanno però da tempo affascinato anche paesi come l’Inghilterra, l’Olanda, la Germania e la Repubblica Ceca dove l’hobby di possedere le koi in laghetti appositamente studiati, che ricreano le atmosfere dell’Sol levante.
Fino a 8 anni fa, come spiega Ceredi, era raro in Italia trovare qualcuno che le conoscesse, ma da qualche anno l’importazione e la vendita sono aumentate. Sono carpe che hanno anche la capacità di riconoscere chi porta il cibo e la volontà di farsi accarezzare di tanto in tanto.E’ divento un affare da milioni di euro. Tanto che anche il Sole 24 ore si è interessato alla vicenda. Da dove le è venuta la passione dei pesci in generale? «L’ho sempre avuta fina da piccolo, cominciando con un acquario a sei anni con pesci tropicali a da questi sono passato ad avere le carpe giapponesi da acqua dolce, che allevo da quando ho 15 anni. Poi ho sempre lavorato nei pesci e sono un appassionato subacqueo di apnea profonda.
Da 6 anni ho iniziato un’attività di progettazione di laghetti ornamentali e seguo la cura dei laghi di pesca sportiva». Ma come l’è venuta l’idea di aprire una koi farm? «E’ stato un caso. Ho visto che era una cosa che mi riusciva bene ed ho pensato di farne una professione. Sono partito con qualche migliaia di euro per fare il laghetto ed acquistare carpe buone e poche. Poi ne ho aumentato qualità e quantità. Due volte l’anno faccio 1.400 km in auto fino nel nord della Germania per acquistare esemplari importati dal Giappone, che poi faccio diventare adulti in due, tre anni e riproduttori. In tutto questo mi aiuta Yuri Dall’Ara, amico appassionato con cui ho iniziato quasi per gioco ad allevarle». Ma come si fanno ad ottenere belle carpe? «Bisogna conoscere bene la genetica di questi pesci e poi bisogna conoscere gli allevatori. In Italia non ce ne sono, sono tutti importatori. Io sono l’unico che le alleva in maniera naturale, senza stimolazione ormonale ed ho diverse varietà, la kohaku bianca e rossa, la chagoi carpa del colore del tramonto, la soragoi carpa del colore del cielo, che è grigio-azzurra, la ochiba shigure che tradotto significa carpa del colore delle foglie secche in autunno che galleggiano sull’acqua. Più tante altre varietà, codificate dagli standard giapponesi». La clientela? «Ho tanti clienti da tutt’Italia, da Aosta alla Sicilia. Ma anche locali. Alcuni sono passati dai normali pesci rossi degli acquari alle carpe. Ogni anno faccio circa 12 laghetti ornamentali, anche molto lontano e chi possiede questi laghetti è molto appassionato ed esigente. Il pesce deve essere sanissimo, l’acqua deve essere bella, sana e loro non badano a spese. Del resto chi possiede questi laghetti se lo può permettere». Ma quali servizi offre, oltre vendere le koi? «Mi occupo dell’intera progettazione e realizzazione del laghetto e relativo impianto di depurazione, per mantenere i pesci in salute». I costi di questi animali so che si aggirano anche su cifre molto alte. Quanto costa la sua carpa più cara? «In Italia ci sono carpe che valgono parecchie migliaia di euro ed all’estero si raggiungono anche cifre esorbitanti come 150mila o 200mila euro per una carpa. Le mie carpe vanno da qualche centinaio di euro a qualche migliaio. La carpa più costosa che ho vale 7mila euro e non è la più vecchia d’età. Quella più vecchia ha 19 anni». Dove sta il valore dell’animale? «Prima di tutto nella forma, come in una bella donna, che deve essere armoniosa. Poi come seconda cosa la taglia che deve essere in rapporto all’età. Poi il modo di nuotare, l’eleganza ed infine il pattern, la colorazione e la distribuzione dei colori». Per chi volesse iniziare con un laghetto, quale consiglio? «Serve almeno un laghetto da 6mila litri, con un buon impianto di filtraggio e depurazione e magari 10 carpe».
La Koi farm è a Borello, in via Scanello 840. Serena Dellamore |