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Italian Koi Show 2015

Tanti mesi di lavoro ed eccoci qua. Italian Koi Show è realtà e io ci sono! Sabato 16 e Domenica 17 Maggio vi aspetto a Italian Koi Show, edizione 2015. Le mie koi, tutti i prodotti per la cura e la salute delle koi, ma anche per una gestione corretta e consapevole dell’ambiente in cui esse vivono. Emozionante sarà anche la partecipazione alla gara di quest’anno: le mie koi sono prontissime! Vi aspetto!

Il programma completo e’ disponibile su www.italiankoishow.it, scaricalo subito!

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Curare le Koi con il Sale:

L’aspetto più importante per chi si cimenta nell’allevamento delle koi è quello di mantenerle in perfetta salute.

Sono tre le regole d’oro che occorre rispettare al fine di perseguire questo obbiettivo:

1)   Acquistare solo pesci di sana e robusta costituzione.

2)   Mantenere sempre una buona qualità dell’acqua del laghetto.

3)   Alimentare le koi in maniera corretta, con una dieta varia, bilanciata e caratterizzata da un elevato standard qualitativo dei mangimi.

Potrebbero sembrare concetti banali ma tutte e tre assieme, queste regole costituiscono la chiave del successo nel mantenimento e nella crescita delle koi.
Nove volte su dieci, le koi si ammalano perché non vengono rispettate le suddette regole. Le malattie delle koi sono tante e diversificate così come lo sono i relativi trattamenti curativi.

Per risolvere un problema di salute delle koi occorre affrontare la situazione rispettando questa sequenza logica di interventi:

1)    Effettuare una diagnosi precisa della malattia (analisi al microscopio o antibiogramma).

2)    Analizzare ed eliminare i fattori che l’hanno provocata (controllare se sono state rispettate le 3 regole di cui sopra).

3)    Scegliere il trattamento più efficace in base al risultato della diagnosi.

Nella scelta del trattamento da effettuare, è fondamentale esaminare accuratamente gli effetti collaterali che l’utilizzo di una determinata sostanza comporta, tanto sulla fisiologia dei pesci, quanto sull’intero ecosistema del laghetto.

La grande diffusione che l’hobby del laghetto ha avuto negli ultimi anni, ha spinto il mercato verso un aumento dell’offerta dei trattamenti curativi.

Purtroppo, un frequente impiego sconsiderato di questi prodotti, spesso dosati con concentrazioni e tempi sbagliati, ha favorito lo sviluppo di organismi patogeni sempre più resistenti, con la conseguente necessità di utilizzare trattamenti sempre più potenti e quindi, con effetti collaterali decisamente più marcati.

In tanti anni di esperienza nella cura delle koi, ho potuto constatare che, quando l’appassionato si accorge di un problema di salute nei propri pesci, nella maggior parte dei casi  viene colto da una sorta di panico che lo porta ad utilizzare il prodotto più potente che riesce a trovare e che spesso gli viene consigliato dal negoziante specializzato, saltando completamente la sequenza di passaggi logici trattati qualche riga sopra.

Nella maggior parte dei casi, tutto ciò porta a peggiorare drasticamente la situazione.

Oltre a fallire nella cura dei pesci, bisognerà fare i conti con le gravi ripercussioni che certe sostanze hanno sull’intero ecosistema del laghetto ed in particolare sul filtro biologico.

Fortunatamente, per curare buona parte delle parassitosi delle koi, esiste un “trattamento ad impatto zero”: il sale (cloruro di sodio).

Tra le patologie di tipo parassitario, le più frequenti sono provocate da microorganismi delle famiglie dei ciliati (es. chilodonella, hyctio, trichodina, tetrahymena) e dei flagellati (es. costia necatrix), tutti sensibili al sale.

Il sale, se correttamente dosato, crea uno stress osmotico sui parassiti che, non avendo i reni, non sono in grado di compensare in gradiente di concentrazione ionica.

Inoltre,

il sale è economico.

il sale non danneggia i batteri del filtro.

il sale non ha effetti negativi sulla fisiologia dei pesci, nemmeno nel lungo periodo.

il sale svolge un’azione decongestionante sulle mucose della pelle e delle branchie dei pesci.

Per trattare con successo i parassiti sopra citati, occorre mantenere una concentrazione salina costante del 7-8 ‰ (7-8 per mille) che equivale a 7-8 g/l (7-8 grammi per litro) per un arco temporale di almeno 30 giorni.

Per fare ciò è indispensabile munirsi di un buon rifrattometro, con scala completa da 0 a 100 ‰ e conoscere alla perfezione la capacità del laghetto.

Una volta fatto il calcolo del quantitativo di sale necessario, si dosano i due terzi il primo giorno e il rimanente al quarto giorno; ad esempio, se ho un laghetto da 5000 litri, per ottenere una concentrazione salina del 7‰ dovrò procurarmi 35 kg di sale.

Di questi 35 kg ne doso 20 kg il primo giorno. Al terzo giorno, verifico con il rifrattometro che i calcoli effettuati siano stati fatti correttamente, in particolare per quel che riguarda la stima della capacità del laghetto.

Se ho fatto bene i conti, il rifrattometro dovrebbe segnare una concentrazione salina del 4‰. Al quarto giorno, doserò i rimanenti 15kg di sale.

Questa relativa gradualità nel dosare il sale ha tre funzioni principali:

1)    Consente di apportare correzioni in itinere, in quelle situazioni in cui è difficile stimare con precisione la capacità del laghetto.

2)    Consente ai pesci di adattare i loro processi di osmoregolazione.

3)    Evita che l’attività metabolica delle colonie batteriche del filtro venga inibita da un rapido innalzamento della salinità.

È comunque buona norma controllare settimanalmente il contenuto di ammoniaca(NH) e nitrito (NO) durante tutto il periodo del trattamento, anche perché, sarebbe impensabile pretendere di curare con successo dei pesci che vivono in un ambiente dove sono presenti queste pericolosissime sostanze.

Nel caso in cui i suddetti valori dovessero accennare ad alzarsi, occorrerà intervenire immediatamente con un abbondante cambio parziale dell’acqua, ripristinando la salinità e aggiungendo un prodotto professionale specifico a base di batteri depuranti in grado di lavorare anche in queste condizioni di cura.

Eventuali piogge durante il periodo del trattamento possono modificare in maniera indeterminata il livello della salinità. Siccome è pressoché impossibile calcolare con precisione la quantità di pioggia caduta, l’unico sistema per riportare la concentrazione del sale a livello desiderato è l’utilizzo del rifrattometro.

Con questo strumento è molto facile controllare il livello di diluizione apportato dalle acque meteoriche ed effettuare le dovute correzioni.

Inoltre, qualche giorno dopo l’inizio del trattamento col sale, potrebbe essere opportuno effettuare un cambio parziale dell’acqua e una pulizia del filtro meccanico per ridurre il carico organico prodotto dalla massiccia decomposizione delle alghe provocata dall’aumento della salinità.

Anche in questa situazione l’utilizzo del rifrattometro risulta indispensabile per poter ripristinare la concentrazione salina desiderata.

Al termine del trattamento, la salinità viene riportata a zero tramite cambi parziali dell’acqua, senza il ripristino della concentrazione del sale.

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Asta Koi a Km0 – Le foto dell’evento

Il 31 Agosto, presso la Koi Farm si è tenuto il primo evento dedicato a tutti gli appassionati di koi e di pesci ornamentali Made in Italy.
Asta Koi a KmO è stata un’asta dove gli esemplari esposti erano esclusivamente derivanti da allevatori italiani.
Ecco le foto dell’evento 😉

"Asta Koi KM.0" I° edizione 31/08/2014

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Pronto soccorso Koi

Quest’articolo contiene le nozioni di base che tutti gli appassionati di koi dovrebbero acquisire, in modo da poter intervenire efficacemente in tutte quelle situazioni di emergenza in cui si presenti la necessità di effettuare interventi di pronto soccorso sulle carpe.Carpe Koi intro

Carpa Koi foto1 bis

Ulcera batterica

Carpa Koi foto1

Ulcera batterica

Le circostanze in cui le koi necessitano di un intervento di pronto soccorso sono numerose e di varia natura, a cominciare dalle patologie batteriche che provocano lesioni ulcerose

Carpa Koi foto2

Kohaku maschio ferito alla pinna pettorale

fino ad arrivare alle ferite occasionali dovute a salti fuori dalla vasca oppure a urti contro superfici abrasive o taglienti, ad esempio durante le concitate fasi della deposizione delle uova.

Possedere i giusti strumenti e le opportune conoscenze, aumenta esponenzialmente la probabilità di un esito positivo dell’intervento.

In questi casi, la prima e più importante regola da tenere a mente è che tutto ciò che vi occorrerà per catturare e medicare il pesce dovrà essere pronto e a portata di mano, per ridurre il più possibile i tempi di anestesia ed evitare di lasciare il pesce incustodito dentro la bacinella nel caso in cui vi allontaniate per procurarvi quel che serve.Carpa Koi foto3
Inoltre, vorrei ricordare quanto sia importante catturare i pesci da curare, senza procurargli altre ferite o stressarli eccessivamente e questo può avvenire solamente utilizzando l’apposito retino di accompagnamento

Carpa Koi foto4

Retino di accompagnamento

Carpa Koi foto5

Retino a manica stagna

per poiraccogliere il pesce con la manica stagna.
Una volta catturato, il pesce dev’essere riposto delicatamente in una bacinella ovale, del tipo di quelle per il bucato, opportunamente graduata per poter dosare correttamente l’anestetico in base ai litri di acqua e con la striscia dei centimetri sul fondo, per poter misurare la

Carpa Koi foto6

Bacinella per carpe Koi

lunghezza del pesce nel caso si rendesse necessaria la somministrazione di farmaci antibiotici per via iniettiva.
Prima di pescare la koi, è importante riempire la bacinella con una quantità d’acqua tale che la schiena del pesce da trattare possa affiorare, dosando e miscelando bene l’anestetico (per precauzione indossate i guanti di lattice!!!) in modo tale da sedare immediatamente la carpa minimizzando lo stress dovuto alla cattura.
A questo punto, dopo un intervallo di tempo variabile da esemplare ad esemplare, il pesce comincia a risentire degli effetti della sedazione, prima rallentando visibilmente la motilità e il ritmo respiratorio, poi adagiandosi sul fianco.

Carpa Koi foto9 A sedazione completa, la koi adagiata sul fianco tiene l’occhio piatto,

Carpa Koi foto8

essendo venuto a meno il caratteristico riflesso che tenderebbe a fare mantenere la posizione verticale all’occhio.

È venuto il momento di adagiare la carpa sulla barella, costituita da un semplice telo di cotone, appeso ai lati della bacinella da quattro mollette del tipo di quelle da bucato, in modo da poter esporre all’aria solo la parte da trattare, mantenendo il pesce semisommerso.È buona norma proteggere l’occhio della koi che rimane fuori dall’acqua con un dischetto di cotone idrofilo inumidito per evitare la disidratazione.Carpe Koi foto10Ora siamo pronti per medicare la ferita.Se la lesione è un ulcera di origine batterica o comunque è caratterizzata dalla presenza di tessuto necrotico, è necessario ripulirla con acqua ossigenata, eliminando eventuali squame morte con l’aiuto di pinzette del tipo di quelle per le ciglia.
L’acqua ossigenata va utilizzata solo al primo trattamento, evitando con estrema cura che possa venire in contatto diretto con gli occhi o con le branchie. Un utilizzo ripetuto di questa sostanza comporta il rischio di rimozione del tessuto cicatriziale appena formato con la conseguente riapertura della ferita.
A questo punto, con l’aiuto di un dischetto di cotone idrofilo,Carpe Koi foto11Carpe Koi foto12Carpe Koi foto15Carpe Koi foto14 si tampona la ferita ripulita dal tessuto necrotico per poi ricoprirla con un sottilissimo strato di pomata cicatrizzante tipo ialuset plus.
Carpe Koi foto15 Carpe Koi foto16La zona interessata viene poi ricoperta da un velo di polvere cicatrizzante fissata a sua volta con uno spray battericida.

Attenzione: la medicazione dev’essere fatta a strati molto sottili poiché solo così potrà rimanere addosso al pesce per un periodo efficace.

Se si tratta di una ferita fresca, dovuta ad esempio ad un salto fuori dalla vasca o all’urto contro una superficie contundente, si procede senza l’impiego dell’acqua ossigenata, utilizzando invece del disinfettante tipo Betadine, evitando accuratamente che possa venire in contatto con le lamelle branchiali.

Anche in questo caso, si completa la medicazione con un sottilissimo strato di pomata e polvere cicatrizzante, fissando il tutto con l’apposito spray antibatterico.

Completata la medicazione, il pesce deve riprendersi dall’anestesia prima di poter essere liberato nella vasca.

Per fare ciò, io utilizzo un’apposita rete galleggiante, Carpe Koi foto17ancorata in un punto di intensa corrente all’interno della vasca dove il pesce rimane finchè non ha ripreso l’assetto normale, per poi essere liberato.
È buona norma documentare fotograficamente ogni singolo intervento di medicazione, in modo da poter valutare in maniera oggettiva il decorso clinico della ferita.

Purtroppo, non è possibile determinare a priori e in maniera assoluta la frequenza e il numero di medicazioni da effettuare poiché ogni caso clinico è pressoché unico e va esaminato in maniera specifica.

In conclusione, io consiglio vivamente di preparare una sorta di
cassetta del pronto soccorso per koi contenente le seguenti cose:

-guanti di lattice

-confezione di cotton fioc

-dischetti di cotone idrofilo del tipo di quelli per togliere il trucco

-pomata cicatrizzante tipo ialuset plus

-polvere cicatrizzante per pesci

-spray antibatterico e antimicotico per pesci ad esempio spray al propoli

-disinfettante topico tipo Betadine o simili

-confezione di acqua ossigenata

-telo di cotone adeguatamente dimensionato, da utilizzare come barella

– 4 mollette del tipo di quelle da bucato o simili, per fissare e sostenere la barella

-pinzette del tipo di quelle per le ciglia

 

Questa valigetta dev’essere tenuta in un luogo fresco e asciutto e ovviamente, lontana dalla portata dei bambini.

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Asta Koi a Km0

Luca Ceredi Koi Farm asta carpe koi a  km 0

 

 

 

 

 

Siete tutti pronti? Domenica 31 Agosto presso Luca Ceredi Koi Farm, dalle ore 15 a Borello, si terrà la prima Asta Koi a km Zero.
Un interessante appuntamento per appassionati e simpatizzanti delle Koi in cui ci sarà la possibilità di vedere da vicino i magnifici esemplari di Koi nati e allevati presso la Koi Farm e tante altre opportunità.
Una piccola anticipazione? Asta Koi a km”Zero” presenta i prodotti e i pesci degli allevatori italiani di pesci ornamentali: un’occasione da non perdere!

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Italian Koi Show 2014

Siete carichi per l’evento dell’anno? Italian Koi Show 2014, il primo evento italiano dedicato alle Koi, all’arte del Bonsai e alla cura del giardino ornamentale.
Sabato 24 e Domenica 25 Maggio nel quartiere Fieristico di Cesena!

Io porterò alcuni grossi riproduttori di provenienza giapponese e numerose nisai (2anni) e sansai (3anni) tutte nate presso la Koi farm x la vendita.
Al concorso di bellezza saranno iscritti alcuni esemplari sansai rigorosamente nati presso la Koi farm. Questa scelta e’ stata dettata dal desiderio di avere il parere di giudici esperti su esemplari di nostra produzione per continuare a migliorare le tecniche selettive.

Vi aspetto a Italian Koi Show!

Luca Ceredi Koi Farm a Italian Koi Show

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La gestione del laghetto nella stagione autunnale ed invernale

L’autunno è un periodo particolarmente delicato per il laghetto e per gli organismi che lo popolano, sia a livello microscopico che macroscopico, tanto in campo animale quanto in quello vegetale.

Il fotoperiodo cambia, le ore di luce sono sempre di meno e le temperature subiscono un lento ma inesorabile calo mentre le precipitazioni possono essere anche molto abbondanti.Arcobaleno alla Koi Farm
Tutti questi  mutamenti dei fattori abiotici che caratterizzano ” l’ecosistema laghetto”  hanno una ripercussione diretta sul metabolismo dei pesci, delle piante e di tutti gli organismi acquatici, compresi i microscopici batteri del filtro.

Le koi sono organismi eterotermi, quindi la loro temperatura corporea è identica a quella dell’acqua in cui nuotano e questo comporta un progressivo rallentamento dei loro processi metabolici di pari passo con il calo delle temperature tipico dell’autunno, perciò occorre modificare la dieta dei pesci, sia come composizione del mangime che come frequenza e dosaggio di ogni singola somministrazione. Carpe Koi che mangiano 2

Affinchè le carpe possano superare senza problemi i mesi freddi è fondamentale che siano state adeguatamente nutrite durante l’estate in modo da riuscire ad accumulare le riserve energetiche necessarie a superare il digiuno invernale.

Questo può essere possibile solamente se i pesci sono stati alimentati con una dieta molto varia, costituita da mangimi professionali di elevata qualità nutrizionale, somministrati con frequenza e quantità proporzionata al numero e alla taglia dei pesci ospitati nel laghetto.

Per completare l’opera prima dell’arrivo del freddo, in questa stagione di transizione è preferibile impiegare mangimi ad alto contenuto proteico, facilmente digeribili anche alle basse temperature, riducendo progressivamente la frequenza delle somministrazioni oltre al dosaggio.

Personalmente, durante l’autunno, alterno il mangime ricostituente affondante all’immunostimolante galleggiante e, ogni tanto, anche un po’ di mangime con spirulina.

Quando la temperatura dell’acqua scende sotto gli 8 °C sospendo del tutto la somministrazione di cibo.

Generalmente, i miei pesci digiunano dalla metà di Novembre all’inizio di Marzo.

Con la riduzione del fotoperiodo anche le piante si avviano verso il fermo vegetativo. Per quanto possibile, consiglio di potare le foglie delle piante acquatiche nel momento in cui iniziano ad ingiallire, prima della fase di marcescenza e di rimuovere le foglie degli alberi cadute in acqua, per ridurre al minimo l’accumulo di questi detriti contenenti cellulosa, difficilmente degradabile dai batteri.

A proposito di batteri decompositori, come ho accennato qualche riga sopra, anch’essi rallentano il loro metabolismo ma ciò non ci deve preoccupare poiché questo calo va di pari passo con la riduzione della formazione di inquinanti da smaltire, poiché anche i pesci mangiano meno e di conseguenza producono una ridotta quantità di cataboliti.Carpe Koi nel nostro laghetto 6

In autunno,io continuo a somministrare settimanalmente i batteri fino a che la temperatura rimane sopra i 10 °C dopo di che, la mia gestione del filtro è limitata alla pulizia della parte meccanica e alla rimozione dell’impianto di sterilizzazione uvc.

Anche se i pesci mangiano meno e le basse temperature facilitano la solubilità dell’ossigeno in acqua, non bisogna assolutamente abbassare la guardia e abbandonare i regolari controlli dei valori dell’acqua.

In particolare, il valore del KH va controllato con una maggior frequenza rispetto al periodo estivo poiché, soprattutto in caso di laghetti medio-piccoli, le intense precipitazioni autunnali tendono a diluire rapidamente e pericolosamente la concentrazione di sali carbonati.

Questa famiglia di sali ha l’importantissimo compito di mantenere stabile il valore di pH, evitando pericolose oscillazioni di questo valore che risultano particolarmente dannose per la pelle, le branchie e i reni dei pesci.

In caso di un valore di KH inferiore a 5 °d KH (5 gradi tedeschi di KH) è opportuno intervenire somministrando gradualmente una specifica miscela di sali remineralizzanti KH+.

Arriva il temporale 3 Spesso, durante questa stagione, mi capita di ricevere telefonate di appassionati di koi preoccupati perché vedono i loro pesci sfregarsi insistentemente contro il fondo del laghetto e temono si possa trattare di una parassitosi: invece, 4 volte su 5, è sufficiente effettuare il test del KH per rendersi conto che il problema non è di natura parassitaria ma provocato da oscillazioni del pH dovute all’abbassamento della concentrazione dei sali carbonati (valore di KH) in seguito a piogge intense o abbondanti nevicate.

Foglie 5

Tornando al discorso dell’alimentazione delle koi, ad autunno inoltrato, quando il freddo notturno lascia intravedere le prime brinate mattutine, osservo attentamente il comportamento dei pesci in differenti orari della giornata oltre alle previsioni meteorologiche per i due-tre giorni successivi.

Se vedo le koi attive e le previsioni meteo risultano buone, somministro piccole quantità di mangime ricostituente affondante, nelle ore centrali e più calde della giornata, sempre a condizione che la temperatura dell’acqua non sia inferiore agli 8 °C.

All’incirca alla metà di Novembre le mie koi iniziano il loro “letargo”

La neve 4

rallentando i movimenti e manifestando un evidente calo dell’appetito, trascorrendo senza problemi i freddi mesi invernali sotto lo spesso strato di ghiaccio

che si forma nel mio laghetto, per

poi ricominciare tutto il loro ciclo all’arrivo della primavera.

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