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Pronto soccorso Koi

Quest’articolo contiene le nozioni di base che tutti gli appassionati di koi dovrebbero acquisire, in modo da poter intervenire efficacemente in tutte quelle situazioni di emergenza in cui si presenti la necessità di effettuare interventi di pronto soccorso sulle carpe.Carpe Koi intro

Carpa Koi foto1 bis

Ulcera batterica

Carpa Koi foto1

Ulcera batterica

Le circostanze in cui le koi necessitano di un intervento di pronto soccorso sono numerose e di varia natura, a cominciare dalle patologie batteriche che provocano lesioni ulcerose

Carpa Koi foto2

Kohaku maschio ferito alla pinna pettorale

fino ad arrivare alle ferite occasionali dovute a salti fuori dalla vasca oppure a urti contro superfici abrasive o taglienti, ad esempio durante le concitate fasi della deposizione delle uova.

Possedere i giusti strumenti e le opportune conoscenze, aumenta esponenzialmente la probabilità di un esito positivo dell’intervento.

In questi casi, la prima e più importante regola da tenere a mente è che tutto ciò che vi occorrerà per catturare e medicare il pesce dovrà essere pronto e a portata di mano, per ridurre il più possibile i tempi di anestesia ed evitare di lasciare il pesce incustodito dentro la bacinella nel caso in cui vi allontaniate per procurarvi quel che serve.Carpa Koi foto3
Inoltre, vorrei ricordare quanto sia importante catturare i pesci da curare, senza procurargli altre ferite o stressarli eccessivamente e questo può avvenire solamente utilizzando l’apposito retino di accompagnamento

Carpa Koi foto4

Retino di accompagnamento

Carpa Koi foto5

Retino a manica stagna

per poiraccogliere il pesce con la manica stagna.
Una volta catturato, il pesce dev’essere riposto delicatamente in una bacinella ovale, del tipo di quelle per il bucato, opportunamente graduata per poter dosare correttamente l’anestetico in base ai litri di acqua e con la striscia dei centimetri sul fondo, per poter misurare la

Carpa Koi foto6

Bacinella per carpe Koi

lunghezza del pesce nel caso si rendesse necessaria la somministrazione di farmaci antibiotici per via iniettiva.
Prima di pescare la koi, è importante riempire la bacinella con una quantità d’acqua tale che la schiena del pesce da trattare possa affiorare, dosando e miscelando bene l’anestetico (per precauzione indossate i guanti di lattice!!!) in modo tale da sedare immediatamente la carpa minimizzando lo stress dovuto alla cattura.
A questo punto, dopo un intervallo di tempo variabile da esemplare ad esemplare, il pesce comincia a risentire degli effetti della sedazione, prima rallentando visibilmente la motilità e il ritmo respiratorio, poi adagiandosi sul fianco.

Carpa Koi foto9 A sedazione completa, la koi adagiata sul fianco tiene l’occhio piatto,

Carpa Koi foto8

essendo venuto a meno il caratteristico riflesso che tenderebbe a fare mantenere la posizione verticale all’occhio.

È venuto il momento di adagiare la carpa sulla barella, costituita da un semplice telo di cotone, appeso ai lati della bacinella da quattro mollette del tipo di quelle da bucato, in modo da poter esporre all’aria solo la parte da trattare, mantenendo il pesce semisommerso.È buona norma proteggere l’occhio della koi che rimane fuori dall’acqua con un dischetto di cotone idrofilo inumidito per evitare la disidratazione.Carpe Koi foto10Ora siamo pronti per medicare la ferita.Se la lesione è un ulcera di origine batterica o comunque è caratterizzata dalla presenza di tessuto necrotico, è necessario ripulirla con acqua ossigenata, eliminando eventuali squame morte con l’aiuto di pinzette del tipo di quelle per le ciglia.
L’acqua ossigenata va utilizzata solo al primo trattamento, evitando con estrema cura che possa venire in contatto diretto con gli occhi o con le branchie. Un utilizzo ripetuto di questa sostanza comporta il rischio di rimozione del tessuto cicatriziale appena formato con la conseguente riapertura della ferita.
A questo punto, con l’aiuto di un dischetto di cotone idrofilo,Carpe Koi foto11Carpe Koi foto12Carpe Koi foto15Carpe Koi foto14 si tampona la ferita ripulita dal tessuto necrotico per poi ricoprirla con un sottilissimo strato di pomata cicatrizzante tipo ialuset plus.
Carpe Koi foto15 Carpe Koi foto16La zona interessata viene poi ricoperta da un velo di polvere cicatrizzante fissata a sua volta con uno spray battericida.

Attenzione: la medicazione dev’essere fatta a strati molto sottili poiché solo così potrà rimanere addosso al pesce per un periodo efficace.

Se si tratta di una ferita fresca, dovuta ad esempio ad un salto fuori dalla vasca o all’urto contro una superficie contundente, si procede senza l’impiego dell’acqua ossigenata, utilizzando invece del disinfettante tipo Betadine, evitando accuratamente che possa venire in contatto con le lamelle branchiali.

Anche in questo caso, si completa la medicazione con un sottilissimo strato di pomata e polvere cicatrizzante, fissando il tutto con l’apposito spray antibatterico.

Completata la medicazione, il pesce deve riprendersi dall’anestesia prima di poter essere liberato nella vasca.

Per fare ciò, io utilizzo un’apposita rete galleggiante, Carpe Koi foto17ancorata in un punto di intensa corrente all’interno della vasca dove il pesce rimane finchè non ha ripreso l’assetto normale, per poi essere liberato.
È buona norma documentare fotograficamente ogni singolo intervento di medicazione, in modo da poter valutare in maniera oggettiva il decorso clinico della ferita.

Purtroppo, non è possibile determinare a priori e in maniera assoluta la frequenza e il numero di medicazioni da effettuare poiché ogni caso clinico è pressoché unico e va esaminato in maniera specifica.

In conclusione, io consiglio vivamente di preparare una sorta di
cassetta del pronto soccorso per koi contenente le seguenti cose:

-guanti di lattice

-confezione di cotton fioc

-dischetti di cotone idrofilo del tipo di quelli per togliere il trucco

-pomata cicatrizzante tipo ialuset plus

-polvere cicatrizzante per pesci

-spray antibatterico e antimicotico per pesci ad esempio spray al propoli

-disinfettante topico tipo Betadine o simili

-confezione di acqua ossigenata

-telo di cotone adeguatamente dimensionato, da utilizzare come barella

– 4 mollette del tipo di quelle da bucato o simili, per fissare e sostenere la barella

-pinzette del tipo di quelle per le ciglia

 

Questa valigetta dev’essere tenuta in un luogo fresco e asciutto e ovviamente, lontana dalla portata dei bambini.

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Asta Koi a Km0

Luca Ceredi Koi Farm asta carpe koi a  km 0

 

 

 

 

 

Siete tutti pronti? Domenica 31 Agosto presso Luca Ceredi Koi Farm, dalle ore 15 a Borello, si terrà la prima Asta Koi a km Zero.
Un interessante appuntamento per appassionati e simpatizzanti delle Koi in cui ci sarà la possibilità di vedere da vicino i magnifici esemplari di Koi nati e allevati presso la Koi Farm e tante altre opportunità.
Una piccola anticipazione? Asta Koi a km”Zero” presenta i prodotti e i pesci degli allevatori italiani di pesci ornamentali: un’occasione da non perdere!

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Italian Koi Show 2014

Siete carichi per l’evento dell’anno? Italian Koi Show 2014, il primo evento italiano dedicato alle Koi, all’arte del Bonsai e alla cura del giardino ornamentale.
Sabato 24 e Domenica 25 Maggio nel quartiere Fieristico di Cesena!

Io porterò alcuni grossi riproduttori di provenienza giapponese e numerose nisai (2anni) e sansai (3anni) tutte nate presso la Koi farm x la vendita.
Al concorso di bellezza saranno iscritti alcuni esemplari sansai rigorosamente nati presso la Koi farm. Questa scelta e’ stata dettata dal desiderio di avere il parere di giudici esperti su esemplari di nostra produzione per continuare a migliorare le tecniche selettive.

Vi aspetto a Italian Koi Show!

Luca Ceredi Koi Farm a Italian Koi Show

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La gestione del laghetto nella stagione autunnale ed invernale

L’autunno è un periodo particolarmente delicato per il laghetto e per gli organismi che lo popolano, sia a livello microscopico che macroscopico, tanto in campo animale quanto in quello vegetale.

Il fotoperiodo cambia, le ore di luce sono sempre di meno e le temperature subiscono un lento ma inesorabile calo mentre le precipitazioni possono essere anche molto abbondanti.Arcobaleno alla Koi Farm
Tutti questi  mutamenti dei fattori abiotici che caratterizzano ” l’ecosistema laghetto”  hanno una ripercussione diretta sul metabolismo dei pesci, delle piante e di tutti gli organismi acquatici, compresi i microscopici batteri del filtro.

Le koi sono organismi eterotermi, quindi la loro temperatura corporea è identica a quella dell’acqua in cui nuotano e questo comporta un progressivo rallentamento dei loro processi metabolici di pari passo con il calo delle temperature tipico dell’autunno, perciò occorre modificare la dieta dei pesci, sia come composizione del mangime che come frequenza e dosaggio di ogni singola somministrazione. Carpe Koi che mangiano 2

Affinchè le carpe possano superare senza problemi i mesi freddi è fondamentale che siano state adeguatamente nutrite durante l’estate in modo da riuscire ad accumulare le riserve energetiche necessarie a superare il digiuno invernale.

Questo può essere possibile solamente se i pesci sono stati alimentati con una dieta molto varia, costituita da mangimi professionali di elevata qualità nutrizionale, somministrati con frequenza e quantità proporzionata al numero e alla taglia dei pesci ospitati nel laghetto.

Per completare l’opera prima dell’arrivo del freddo, in questa stagione di transizione è preferibile impiegare mangimi ad alto contenuto proteico, facilmente digeribili anche alle basse temperature, riducendo progressivamente la frequenza delle somministrazioni oltre al dosaggio.

Personalmente, durante l’autunno, alterno il mangime ricostituente affondante all’immunostimolante galleggiante e, ogni tanto, anche un po’ di mangime con spirulina.

Quando la temperatura dell’acqua scende sotto gli 8 °C sospendo del tutto la somministrazione di cibo.

Generalmente, i miei pesci digiunano dalla metà di Novembre all’inizio di Marzo.

Con la riduzione del fotoperiodo anche le piante si avviano verso il fermo vegetativo. Per quanto possibile, consiglio di potare le foglie delle piante acquatiche nel momento in cui iniziano ad ingiallire, prima della fase di marcescenza e di rimuovere le foglie degli alberi cadute in acqua, per ridurre al minimo l’accumulo di questi detriti contenenti cellulosa, difficilmente degradabile dai batteri.

A proposito di batteri decompositori, come ho accennato qualche riga sopra, anch’essi rallentano il loro metabolismo ma ciò non ci deve preoccupare poiché questo calo va di pari passo con la riduzione della formazione di inquinanti da smaltire, poiché anche i pesci mangiano meno e di conseguenza producono una ridotta quantità di cataboliti.Carpe Koi nel nostro laghetto 6

In autunno,io continuo a somministrare settimanalmente i batteri fino a che la temperatura rimane sopra i 10 °C dopo di che, la mia gestione del filtro è limitata alla pulizia della parte meccanica e alla rimozione dell’impianto di sterilizzazione uvc.

Anche se i pesci mangiano meno e le basse temperature facilitano la solubilità dell’ossigeno in acqua, non bisogna assolutamente abbassare la guardia e abbandonare i regolari controlli dei valori dell’acqua.

In particolare, il valore del KH va controllato con una maggior frequenza rispetto al periodo estivo poiché, soprattutto in caso di laghetti medio-piccoli, le intense precipitazioni autunnali tendono a diluire rapidamente e pericolosamente la concentrazione di sali carbonati.

Questa famiglia di sali ha l’importantissimo compito di mantenere stabile il valore di pH, evitando pericolose oscillazioni di questo valore che risultano particolarmente dannose per la pelle, le branchie e i reni dei pesci.

In caso di un valore di KH inferiore a 5 °d KH (5 gradi tedeschi di KH) è opportuno intervenire somministrando gradualmente una specifica miscela di sali remineralizzanti KH+.

Arriva il temporale 3 Spesso, durante questa stagione, mi capita di ricevere telefonate di appassionati di koi preoccupati perché vedono i loro pesci sfregarsi insistentemente contro il fondo del laghetto e temono si possa trattare di una parassitosi: invece, 4 volte su 5, è sufficiente effettuare il test del KH per rendersi conto che il problema non è di natura parassitaria ma provocato da oscillazioni del pH dovute all’abbassamento della concentrazione dei sali carbonati (valore di KH) in seguito a piogge intense o abbondanti nevicate.

Foglie 5

Tornando al discorso dell’alimentazione delle koi, ad autunno inoltrato, quando il freddo notturno lascia intravedere le prime brinate mattutine, osservo attentamente il comportamento dei pesci in differenti orari della giornata oltre alle previsioni meteorologiche per i due-tre giorni successivi.

Se vedo le koi attive e le previsioni meteo risultano buone, somministro piccole quantità di mangime ricostituente affondante, nelle ore centrali e più calde della giornata, sempre a condizione che la temperatura dell’acqua non sia inferiore agli 8 °C.

All’incirca alla metà di Novembre le mie koi iniziano il loro “letargo”

La neve 4

rallentando i movimenti e manifestando un evidente calo dell’appetito, trascorrendo senza problemi i freddi mesi invernali sotto lo spesso strato di ghiaccio

che si forma nel mio laghetto, per

poi ricominciare tutto il loro ciclo all’arrivo della primavera.

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E’ iniziata la primavera!

Salve a tutti!! Nonostante le condizioni meteo ancora ostili, la primavera comincia a farsi sentire.
Le giornate si allungano, la temperatura dell’acqua si alza e l’appetito dei pesci aumenta.
E’ ora di ricominciare ad alimentare le carpe con mangimi adatti a questo periodo per rimettere in funzione l’attività intestinale delle Koi e fare in modo che riprendano energia dopo il lungo digiuno invernale.
Sono sempre a vostra disposizione per consigli e informazioni su come impostare un piano alimentare completo per le vostre Koi.

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Nuovi riproduttori acquistati autunno 2012

Nuovi riproduttori nella Koi Farm:
Quest’anno (estate 2012 ndr), per la prima volta nella storia della nostra koi Farm, ci siamo cimentati nella riproduzione delle Showa, la varietà che più di ogni altra necessita di un’accurata selezione degli avannotti, già dalla prima settimana di vita.
Mediamente, in una covata di Showa, il numero di esemplari di buona qualità oscilla tra il 3 e il 5%, una percentuale bassissima rispetto a tutte le altre varietà di koi.
Gli esemplari impiegati in questa prima esperienza con la riproduzione delle Showa sono stati una enorme femmina Shiro Utsuri e due maschi Showa. Il video di questa riproduzione è visibile nelle news.
Nei mesi successivi alla prima selezione degli avannotti, è apparsa evidente la buona qualità delle giovani Showa nate da questo primo “esperimento”, perciò si è deciso di incrementare il numero e la qualità dei riproduttori di questa magnifica varietà, con l’acquisto di nuovi esemplari, tutti provenienti da alcuni dei migliori allevatori giapponesi.
L’esemplare nelle foto 1,2 e 3 è una femmina dal carattere insolitamente socievole per una Showa e proviene dall’allevamento di Marudo, quindi porta nei suoi geni le caratteristiche della linea di sangue Dainichi.
Il maschio della foto 4 proviene dalla koi farm di Ikarashi, un allevatore rinomato in tutto il mondo per l’eccellente qualità delle sue Showa.
La Showa ginrin delle foto 5 e 6 è un maschio, proveniente dalla koi Farm Shinosai. Questa koi Farm è conosciuta principalmente per le sue Hi Utsuri e le sue Showa ginrin.
Il programma per la stagione riproduttiva del 2013 è quello di utilizzare questi due maschi sia sulla femmina Showa di Marudo, sia sulla imponente Shiro Utsuri che già quest’anno ha dato ottimi risultati.
Showa femmina, foto1

Showa femmina, foto2

Showa femmina, foto3

Showa maschio, foto4

Showa maschio, foto5

Showa maschio, foto6

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La concentrazione di ossigeno disciolto nell’acqua del laghetto

Quando si parla della concentrazione di ossigeno disciolto in acqua bisogna, ricordare che si sta facendo riferimento al comportamento di un gas che è radicalmente diverso da quello di un sale come ad esempio l’ammoniaca, il nitrito, il nitrato o il fosfato.

La parte della fisica che studia la dinamica dei fluidi ci aiuta a comprendere il comportamento di questo importantissimo gas che è alla base della quasi totalità dei processi vitali che avvengono nel nostro laghetto.

Sarà sicuramente capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di andare a letto alla sera lasciando sul comodino un bicchiere di acqua di rubinetto e di trovarlo, alla mattina dopo, ricoperto internamente di bollicine come se fosse stato riempito con acqua gassata.

Oppure vi sarà successo, durante un bagno al mare, di provare a mettere la testa sott’acqua e di avvertire una forte pressione alle orecchie, o salendo in alta montagna di avere la percezione di un udito come ovattato.

Aprendo una bottiglia di qualche bibita gassata, chiunque avrà potuto  notare una fuoriuscita di gas e la simultanea formazione di una miriade di bollicine sulle pareti interne della bottiglia.

Tutti questi fenomeni fisici, apparentemente molto distanti da ciò che accade nel nostro laghetto, sono la quotidiana manifestazione di alcune delle più importanti leggi fisiche sui gas (legge di Boyle-Mariotte, legge di Henry, legge di Dalton, principio di Pascal) che regolano la solubilità dell’ossigeno così importante per le koi.

Senza entrare nel dettaglio degli enunciati di queste leggi, quello che ci interessa sapere riguardo al comportamento dell’ossigeno in acqua è quanto segue.

Ci sono diversi fattori che influenzano la solubilità dell’ossigeno in acqua ed il profilo batimetrico del nostro laghetto è uno di questi.

Nello specifico, è un elevato rapporto superficie/volume a garantire un’ottimale diffusione dell’ossigeno dall’atmosfera all’acqua, quindi, un profilo batimetrico a “V” sarà sicuramente più efficace rispetto ad un profilo ad “U”.

Se pensiamo alle famigerate bocce per pesci rossi, esse sono l’esempio più eclatante di un pessimo rapporto superficie/volume tant’è che già da alcuni anni, sono vietate da una norma comunitaria a tutela del benessere animale.

Un altro importante fattore che condiziona la solubilità e la concentrazione di ossigeno in acqua è la temperatura.

Semplificando la questione, più calda è l’acqua, meno ossigeno ci starà dentro, quindi, alle alte temperature la saturazione di questo gas avverrà ad una concentrazione inferiore rispetto alle basse temperature.

Quando si fanno le analisi dell’acqua, bisogna ricordarsi che, mentre i risultati che otteniamo dai test dell’ammoniaca, del nitrito, del nitrato, del KH sono tutti valori assoluti, la concentrazione di ossigeno è un valore relativo, da relazionare alla temperatura dell’acqua con apposite tabelle.

Anche la pressione meteorologica condiziona in maniera molto diretta la concentrazione di ossigeno.

Durante le calde notti estive, l’alta temperatura dell’acqua e la fotosintesi inversa delle alghe e delle piante acquatiche riducono notevolmente la solubilità dell’ossigeno e la sua concentrazione nel laghetto.

Quando succede  che la situazione meteo peggiora improvvisamente e arriva un vortice di bassa pressione, la concentrazione di ossigeno nel laghetto può calare sensibilmente anche in maniera abbastanza rapida e a pagarne le conseguenze sono soprattutto i pesci più grossi, fisiologicamente più bisognosi di ossigeno.

Infine, un elevato B.O.D. (biochemical oxygen demand=domanda biochimica di ossigeno)concorre in maniera importante come fattore che tende a ridurre la concentrazione di ossigeno.

Ciò significa che le acque con un’elevata concentrazione di sostanze organiche in decomposizione, sono caratterizzate da un elevato B.O.D. poiché i batteri aerobi decompositori necessitano di grandi quantità di ossigeno per demolire le sostanze organiche disciolte in acqua.

Fortunatamente, la moderna tecnologia a disposizione degli appassionati di koi offre molteplici soluzioni per aumentare e mantenere costantemente elevata la concentrazione di ossigeno.

Esistono potenti compressori che alimentano numerose pietre porose e pompe con elevate prevalenza, adatte a fare funzionare efficacissimi tubi Venturi.

Quest’ultimo sistema di ossigenazione sfrutta il principio fisico di Venturi grazie al quale, un potente flusso di acqua ha la capacità di risucchiare una certa quantità di aria, miscelando i due fluidi con un flusso turbolento, creando un’enorme quantità di micro bolle che perdono quasi completamente la capacità di galleggiare con un conseguente aumento esponenziale del tempo di contatto aria/acqua.

In un confronto diretto, il tubo Venturi risulta enormemente più efficiente delle pietre porose poiché la miscelazione aria acqua avviene in un tempo molto più lungo e con bollicine molto più piccole rispetto al tragitto rettilineo e verticale prodotto da un compressore con pietre porose dove le bolle di dimensioni medio-grandi partono dal fondo del laghetto e raggiungono la superficie in un tempo molto breve.

L’unico risvolto negativo nell’impiego dell’ossigenatore Venturi nel laghetto è che le foglie e i detriti possono ostruire parzialmente o totalmente le griglie di aspirazione della pompa, riducendone il flusso e quindi impedendo l’aspirazione di aria.

Chiaramente, si potrebbe ovviare a quest’inconveniente con una manutenzione regolare della pompa Venturi, ma la soluzione migliore rimane sempre quella di impiegare simultaneamente i due differenti sistemi di ossigenazione, magari ottimizzando l’efficacia del compressore mettendo le pietre porose all’interno delle camere del filtro biologico.

Sistema di ossigenazione

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